Ci siamo, è fatta! Dopo giorni e giorni passati a rileggere ogni frase, ogni singola parola, ecco che finalmente il documento è pronto per la stampa! Ancora pochi attimi e avremo in mano la copia del Bilancio.

E adesso cosa farne?

Lo sbaglio più grande sarebbe quello di accantonare il tutto, abbandonarlo sulla scrivania o chiuderlo in un cassetto, lasciare che la polvere si impadronisca della sua lucida copertina.

Non mettete il vostro Bilancio Sociale in un cassetto! Condividetelo...

Già nella prima fase di pianificazione avremo sicuramente programmato come divulgare questo documento. Ecco dunque arrivato il momento di sfruttare al meglio il prodotto di tanto impegno e fatica organizzativa che hanno accompagnato gli ultimi mesi del nostro lavoro.

Ci sono due strade da perseguire: una non esclude l’altra, anzi, vanno di pari passo.

La prima direzione è quella di valorizzare la valenza strategica interna: ciò significa considerarlo come uno strumento di miglioramento dell’organizzazione attraverso l’attivazione di un processo di autovalutazione che deve considerare gli aspetti analizzati dal documento.

Capire quindi se gli obiettivi sono stati raggiunti, quali sono state le criticità che hanno ostacolato il raggiungimento di determinate finalità, valutare i risultati conseguiti, considerare se e quanto le aspettative ed i bisogni a cui si è voluto dare risposta sono stati effettivamente soddisfatti.

La decisione di attuare questo tipo di valutazione sarà nel tempo premiata dal punto di vista della pianificazione e del controllo, generando un’utilità in termini di valore sociale e non solo economico.

Il secondo aspetto è legato al confronto con gli stakeholder: le politiche di comunicazione esterna partono infatti dal rendere noto tra i propri interlocutori, le azioni e gli impatti sociali ed ambientali realizzati dall’attività. Si tratta di una forma di interazione con il territorio e la comunità di riferimento, di consapevolezza ed informazione reciproca, che porta ad accrescere e consolidare la credibilità ed il valore dell’organizzazione, oltreché alimentare il processo di rendicontazione.

Fare in modo che il bilancio arrivi a tutti, e soprattutto alle persone giuste, partendo da coloro che sono davvero interessate all’organizzazione, chi magari ne conosce l’attività e ne condivide le finalità.

Quali sono le modalità di diffusione?

Le Linee Guida prodotte dall’ex Agenzia per le Onlus riassumono in maniera precisa quelli che sono i principali metodi di diffusione del Bilancio Sociale, sia in forma cartacea che elettronica.

Il documento stampato in versione cartacea o prodotto su supporti digitali (cd, dvd, chiavette elettroniche, etc.) può essere distribuito durante eventi o attività promozionali promosse dall’organizzazione; spedito agli associati, ai finanziatori, a potenziali nuovi finanziatori, all’interno del network dell’organizzazione, alle principali istituzioni, etc.

Il Bilancio deve inoltre essere pubblicato sul sito istituzionale dell’organizzazione, oppure su un sito specifico creato ad hoc, veicolandolo sui principali social network e canali di informazione.

Possono anche essere organizzate giornate dedicate, convegni e tavole rotonde che oltre a presentare i contenuti del Bilancio, diventano anche un momento di condivisione del processo di rendicontazione e di confronto su tematiche legate all’attività dell’organizzazione.

Qualsiasi siano le modalità scelte, la parola d’ordine è sempre la stessa: non mettete il vostro Bilancio Sociale in un cassetto! Condividetelo…